Questo nuovo episodio ci porta a visitare la Village Farm, situata nelle colline a sud-est di Devon (Gran Bretagna). Qui vedremo come Rebecca Hosking, agricoltrice ed agroecologista, e il suo socio Tim Green sono diventati proprietari di 175 acri di un terreno fortemente degradato dallo sfruttamento intensivo, per poi trasformarlo in un esempio concreto di agricoltura rigenerativa. Il risultato è sorprendente: il paesaggio ora è rigoglioso e il suolo è ritornato fertile.

Il loro metodo? La gestione olistica del pascolo attraverso la quale simulano la migrazione naturale degli animali da pascolo (greggi, mandrie) per riportare fertilità al terreno nel modo più veloce e meno invasivo possibile. Dall’esperienza della Village Farm è nato anche un vero e proprio film documentario intitolato “A Farm for The Future”.

 
httpv://www.youtube.com/watch?v=A–NJcyJyTI

 

Trascrizione del video

Il modo in cui coltiviamo dice molto di chi siamo e di come ci nutriamo.
L’agricoltura moderna, con le promesse di raccolti sempre maggiori e cibo per tutti, ha portato a un impiego crescente di fertilizzanti e pesticidi, che hanno avuto un forte impatto sulla biosfera e sulla biodiversità.

Il settore agricolo industriale segue il mantra “produrre sempre di più”. Si esalta la produttività mentre si trascurano la salute, il benessere e la biosfera.

Come sarebbe invece coltivare con la natura?
L’agricoltura rigenerativa convive con la terra per creare terreno mentre fornisce cibo sano per tutti e per sempre, senza distruggere il resto del mondo. Sono due i termini principalmente ricorrenti
nell’ambito dell’agricoltura sostenibile. Il primo è “pascolo in mandria” e il secondo è “pascolo pianificato olistico”. Entrambi hanno l’aspetto che potete vedere.

Il pascolo in mandria consiste nel raggruppare un numero elevato di animali in un recinto, su un appezzamento ristretto, e farli pascolare. Poi si spostano, dopo qualche ora, un giorno o anche tre giorni. E così via in ogni parte della fattoria. Il pascolo pianificato olistico è la stessa cosa ma seguendo un piano prestabilito. Abbiamo una cartina della fattoria e ci mettiamo a tavolino e decidiamo con largo anticipo, anche con mesi di anticipo, in quale appezzamento dovranno andare
gli animali di volta in volta.

Quando lavori con la natura, lavori con gli elementi e con animali vivi, ci sono motivi ben precisi per fare stare gli animali in un dato luogo in ogni periodo dell’anno. Quando le allodole nidificano in questo campo, in giugno, non lo usiamo come pascolo ma quando i piccoli abbandonano il nido
possiamo far tornare gli animali. In pratica guardiamo la mappa e diciamo: gli agnelli sono qui, qui ci sono gli usignoli, qui stanno nidificando le allodole, qui stanno spuntando le orchidee, quindi non useremo questa sezione in questo periodo ma in quest’altro. E così via fino a pianificare ogni spostamento. Questo è il pascolo pianificato olistico.

Gestiamo questa fattoria da un anno. Prima del nostro arrivo il campo in cui ci troviamo era stato coltivato a seminativi per vent’anni di seguito, senza interruzioni, e inondato di prodotti chimici
anno dopo anno per ottenere un raccolto. Abbiamo deciso di eliminare queste colture che richiedono
grandi quantità di energia e di combustibili fossili e farlo diventare prima un pascolo, poi, speriamo, un pascolo boschivo piantare tantissimi alberi e siepi di piante da bosco. Questo è il nostro obiettivo a lungo termine.
Un aspetto fondamentale del pascolo pianificato olistico è che ci permette di creare terreno.
C’è un periodo di riposo di quattro mesi in cui gli animali non tornano nello stesso appezzamento
ma si spostano in altre parti della fattoria, tornando al primo appezzamento quattro mesi dopo.
A quel punto l’erba è diventata molto alta se è estate, o abbastanza alta se è inverno come ora.
Gli animali arrivano e strappano i fili d’erba, dove sono gli zuccheri e la fotosintesi è più intensa,
e calpestano il resto. Così facendo spezzano e interrano i gambi, che sono cibo per il terreno. E ancora più importante, quando sono pieni si stendono e li compattano ancora di più. Poi, solitamente, gli animali erbivori quando si alzano defecano e urinano. Tradotto in termini di coltivazione, quello che facciamo è creare letame naturale con il pascolo. Quando gli animali arrivano sbriciolano il vecchio letame e lo compattano e quando si stendono e defecano è come un processo di compostaggio. In pratica quello che facciamo ogni giorno nei pascoli è compostaggio con le pecore. Produciamo nuovo terreno a ogni singolo passaggio.

Riflettendo sui principali alimenti che coltiviamo come il grano, il mais, la soia, le patate, questi seminativi da cui dipende il sostentamento di così tante persone nel mondo, ho pensato ai consumi di energia e combustibili fossili necessari a produrre quelle calorie, e mi sono detta che era una follia, che doveva esserci un’alternativa. E andando alla ricerca di alternative abbiamo scoperto la permacultura.

Quello che mi piace della permacultura è l’ecologica che ne è alla base, declinata in ogni attività.
Non ci concepisce come separati dall’ecologia ma considera il nostro ruolo nella rete. Nella permacultura si lavora con gli elementi ma non si smette mai di osservare, studiare, porsi domande.
Si continua a imparare, e dalla migliore maestra possibile: madre natura. Anche se avessi altre cinque vite, non basterebbero per scoprire tutti i suoi segreti. Ogni giorno mi ritrovo a dire: non lo sapevo, è fantastico, che cosa interessante. E io ho voglia di imparare quindi mi mantiene viva, sveglia, attiva, mi fa apprezzare davvero il mondo in cui viviamo.

 

Living With the Land – Vivere con la Terra

Living With the Land è un celebre documentario sulla Permacultura prodotto dalla rivista inglese Permaculture assieme al progetto Permaculture People UK.

living-with-the-landLa traduzione di questo documentario in lingua italiana è a cura della rivista ViviConsapevole.it.

Vi proponiamo su questo sito i nove interessantissimi video sottotitolati in italiano che documentano progetti di successo ispirati dal metodo della Permacultura. Nove esempi che speriamo vi siano d’ispirazione per la realizzazione di piccoli o grandi idee, sia che abitiate in campagna che in città.

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