Categoria: Fattoria dell’autosufficienza

Un mondo in fermento

Ogni nascita di un uomo libero ci ricorda che un mondo diverso da quello voluto dai poteri forti è ancora possibile

Come è andato il 2020? A questa domanda ricevo spesso la risposta “di m**da” ma, non di rado, anche la seguente: “mi vergogno un po’ a dirlo, per me è stata una grande annata”.
Siamo tutti d’accordo sul fatto che sia stato un anno di grande fermento, che ha stravolto le nostre vite. Per ritrovare nella storia cambiamenti così radicali nello stile di vita dell’umanità dobbiamo tornare indietro di almeno settant’anni, ovvero alla seconda guerra mondiale. Tutti quanti abbiamo perso un enorme quantità di certezze, che poi in realtà, se ci pensiamo bene, non sono mai esistite.
Ad aver colto enormi vantaggi da questa crisi sanitaria globale sono stati sempre loro: le grandi corporazioni della Silicon Valley e le persone più ricche del mondo che hanno ulteriormente incrementato i loro patrimoni. Anche tra le persone comuni qualcuno si è ritrovato, fortunatamente, a cogliere dei vantaggi imprevisti da questa situazione o, semplicemente, in questo anno nefasto
alcuni hanno avuto un regalo dalla vita, come ad esempio la nascita di un figlio, che ha cancellato tutto il negativo.
Molti hanno introdotto nelle loro vite cambiamenti positivi, come ad esempio riavvicinarsi alla natura e a un mondo meno artificioso, autoprodurre il proprio cibo, educare in maniera più appropriata i propri figli, prendersi cura del proprio corpo, riunirsi con amici e conoscenti in una comunità intenzionale. Altri in maniera proattiva si sono reinventati sapendo cogliere le opportunità che ogni crisi apre in termini economici, politici, sociali, intellettuali.
Purtroppo la maggior parte delle persone, come spettatori, è rimasta imprigionata nella trappola del terrore e della paura, in attesa di essere salvata.

Siamo cambiamento

Anche all’epoca del Covid-19 possiamo agire nella bellezza e nella positività, per combattere la cultura della paura

È quasi passato un anno dall’inizio della narrazione sul virus influenzate Covid-19. Sulla base dalla nostra cultura e tradizioni, del nostro trascorso di vita, delle persone che ci circondano, dei canali di informazione ai quali attingiamo, della nostra emotività, ognuno di noi si è fatto una propria opinione sull’argomento. Io per mesi non ho saputo resistere alla tentazione di condividere la mia idea, nel vano tentativo di aprire gli occhi a chi per me non vedeva e ragionava riportando le argomentazioni di un abile narratore. Evidenze scientifiche, grafici, tabelle, statistiche, postulati filosofici, articoli, eventi storici, citazioni non hanno fatto altro che allontanare ancor di più chi la pensava diversamente da me.

Vietato non copiare

Copiando possiamo cambiare il mondo

A scuola ci insegnano a non copiare

A scuola difficilmente accettavo di sottomettermi al volere dei professori se non lo ritenevo idoneo alla situazione, e per questo inevitabilmente capitava di essere in contrasto con loro. Non amavo particolarmente studiare i libri accademici, ma leggevo moltissimo e questo mi ha sempre aiutato a ottenere voti piuttosto alti, anche se non ero particolarmente preparato sull’argomento specifico. Negli ultimi anni delle superiori avevo affinato la tecnica del copiare dai miei compagni di classe più preparati. Grazie a una migliore esposizione, non di rado, riuscivo a prendere un miglior voto del compagno da cui avevo copiato.

Rinascere dalle ceneri dell’epidemia

È oggi il giorno per iniziare a costruire il nostro nuovo mondo, più ecologico, sostenibile, sano e felice. Serve solo fare il primo passo…

Sono una persona estremamente fortunata. È ciò che credo e che spesso mi viene ribadito. Sono fortunato perché sono nato in casa, in una famiglia consapevole, sono nato sano, ho bevuto il latte di mia madre, non sono stato vaccinato, ho mangiato sempre cibo biologico e di qualità, sono vissuto in mezzo alla natura, non ho mai guardato la TV, andavo bene a scuola, ho viaggiato molto, sono diventato imprenditore a 21 anni, ho acquistato tanta terra in montagna a 24, vivo con una splendida compagna e ho amici che condividono i miei stessi valori…

La Terra è nostra madre

Ecologia profonda dei nativi americani e permacultura per superare la crisi sociale e ambientale globale

La forte cultura antropocentrica di origine biblica che caratterizza l’uomo occidentale e cosiddetto “sviluppato” ci sta portando lentamente all’estinzione. Crisi ambientale, economica, sociale, politica e culturale sono sempre più evidenti, eppure ci troviamo impreparati nel trovare soluzioni reali ed efficaci.
La verità, purtroppo, è che non esistono soluzioni se rimaniamo prigionieri della nostra cultura. Le soluzioni che ci vengono prospettate dai media e dai governi hanno la stessa matrice di pensiero che ci ha portato alla situazione odierna: considerano gli esseri umani come separati dalla Natura, alla quale attribuiscono soltanto un valore strumentale o di sfruttamento.

La resa dei conti

Incendi, inquinamento elettromagnetico, vaccinazioni di massa, pesticidi, diserbanti, psicofarmaci e rifiuti…Quanto manca all’estinzione?

L’uomo non è mai stato cosi debole e dipendente come negli ultimi anni nei Paesi industrializzati. Per circa 300.000 anni gli uomini, in un modo o nell’altro, si sono guadagnati la sopravvivenza vivendo e traendo beneficio e sostentamento dall’ambiente. Hanno avuto la forza e l’esperienza per costruire dei ripari, procurarsi l’acqua, il cibo e il calore.
Già durante la seconda guerra mondiale una parte della popolazione occidentale non era più autosufficiente perché si era trasferita in città, e proprio coloro che vivevano nelle metropoli
hanno maggiormente sofferto per la mancanza dei generi di prima necessità.

La mia storia anticovid

Disobbedienza civile e spinta verso il cambiamento: costruiamo insieme la comunità dei Custodi della Terra

Non guardo la televisione, non leggo quotidiani, raramente ricerco notizie assimilabili via internet. Nonostante tutto, a fine gennaio ero informato su un virus pericoloso che stava colpendo la Cina. Proprio in quel periodo, io e la mia compagna abbiamo preso un volo per Koh Phangan in Thailandia. Avremmo passato lì un mese per rigenerarci dopo un anno particolarmente intenso. Durante il viaggio abbiamo incontrato i primi esseri umani mascherati, soprattutto orientali, cosa che abbiamo trovato inizialmente bizzarra e divertente.

5G: il dilemma a Bagno di Romagna

Cosa sceglieranno i cittadini della comunità montana: la salute o la tecnologia?

Il Touring Club Italiano, tramite l’Associazione dei Paesi Bandiera Arancione, ha stipulato un accordo quadro con la società INWIT Spa per il lancio del 5G nei borghi e piccoli centri italiani che aderiranno all’offerta.
Bagno di Romagna, il mio comune di residenza, si troverà quindi nei prossimi mesi a scegliere se aderire o meno a tale proposta. In caso affermativo il comune sarà coperto in maniera capillare da mini-antenne 5G per fornire servizi wireless, cioè il 5G irradiato nell’aria da sorgenti molto ravvicinate.
Tali antenne saranno installate sui lampioni della luce, sui balconi dei palazzi e nei tombini sotto i marciapiedi, esponendo la popolazione a un forte inquinamento elettromagnetico mai sperimentato che si aggiunge alle radiofrequenze già esistenti.