La Fattoria dell’Autosufficienza è una perla incastonata in un territorio di grande naturale bellezza, in quell’entroterra romagnolo crocevia di cammini, dove da sempre ogni valle riecheggia del canto del suo fiume.

È il Savio che la segna, che la disegna. Lui ha saputo modellare la sagoma della valle nei millenni, scavando rocce, creando terrazzamenti, portando con le sue fiumane pietre e argille. È il suo filo argentato che unisce le genti dalla pianura alla montagna, e se le ascolti bene sai capire a che altezza della valle sono nate. Dove la Vita le ha posate. Cambiano parlata di chilometro in chilometro e misurano le distanze dal ripieno dei cappelletti o dei crescioni. Ma il cuore aperto all’ospitalità è lo stesso, e i gesti dell’offrire una piadina e un bicchiere di Sangiovese restano le uniche carte di accesso a ogni incontro.

Qui la Storia – anche quella antica, e illustre – fa solo da scenario alle vicende comuni di un Appennino abbandonato nel secondo dopoguerra, che oggi ha voglia di rinascere. Ha voglia di farsi conoscere e di rianimarsi.

Solo a piedi si può incontrare davvero questo territorio: passeggiando per i paesi dove la gente ti saluta anche se non ti ha mai visto; riscoprendo antiche mulattiere costellate di orchidee e sentieri di crinale che regalano indimenticabili panorami; raggiungendo antiche Pievi, luoghi di silenzio e preghiera; o visitando piccoli borghi ripopolati, dove coraggiosi pionieri si dedicano all’artigianato tradizionale e a un’agricoltura del rispetto. O ancora, risalendo i torrenti come gamberi d’estate e chinando il capo di fronte ai ruderi dei vecchi mulini, ricoperti di rovi. Anche quelli sono luoghi sacri. Lì la volpe e il capriolo si danno appuntamento per bere al chiaro di luna, e l’allocco canta sul ramo più alto del vecchio Ontano.

Lasciando che i nostri passi ripercorrano leggeri le orme di chi ci ha preceduto, seguendo il ritmo del nostro respiro in un silenzio che si fa sereno vuoto mentale, ci sorprendiamo di come l’incontro con questo territorio e i suoi abitanti si faccia presto incontro con noi stessi, con la nostra natura, con i nostri desideri più profondi e autentici.

 

Arianna Rigoni – Guida turistica e Guida Ambientale Escursionistica


ESCURSIONI CON ARIANNA

Amo condividere la conoscenza del territorio a cui appartengo attraverso percorsi non battuti dal turismo e non appiattiti dal conformismo. E dunque non “fissi” ma variabili ed adattabili, così come io stessa sono naturalmente in cammino ogni giorno e arricchisco la mia storia (e la mia conoscenza) di incontri ed esperienze nuove.

Preferisco accompagnare piccoli gruppi per potermi davvero dedicare all’incontro con ogni persona, e guidare ciascuno in un piccolo viaggio di immersione nella vita autentica di questa parte di mondo. “Piccolo” per me è sinonimo di cura, anche del dettaglio.

E sì, è l’autenticità che mi sta a cuore nell’incontro. Niente finzioni, niente racconti edulcorati o brillantini a far splendere le superfici: la Bellezza c’è, c’è nella luce e nell’ombra, solo i nostri occhi non sono più abituati a riconoscerla.

E se tutto ci fa da specchio, nel momento in cui apriamo il cuore alla Bellezza di un incontro (con un paesaggio, un animale, un albero o un fiore, un abitante di questi luoghi o addirittura un monumento antico), allora siamo finalmente in grado di riconoscere di nuovo la Bellezza che vive dentro ciascuno di noi.


CONTATTA LA FATTORIA DELL’AUTOSUFFICIENZA (tel. 3358137979 o info@autosufficienza.it) E PRENOTA IL TUO TOUR PERSONALIZZATO NELL’ALTA VALLE DEL SAVIO!

IN BASE AI TUOI INTERESSI, AI TUOI DESIDERI E AL TEMPO A DISPOSIZIONE, ARIANNA SAPRÀ PROPORTI L’ESPERIENZA DI VISITA PIÙ ADATTA A TE. DAI UN’OCCHIATA ALLE AREE TEMATICHE DESCRITTE…E LASCIATI ISPIRARE!


LE REALTA’ VIRTUOSE

In alta Valle del Savio esistono diverse realtà virtuose create da persone che hanno deciso di tornare a vivere a contatto con la natura, in modo più sostenibile e attento. C’è chi ha fatto questa scelta già 30-40 anni fa, chi si è avviato da poco; chi si è dedicato all’agricoltura biologica, chi ha messo in pratica i principi della permacultura, chi si è specializzato in pratiche erboristiche o nell’artigianato, chi ha deciso di allevare animali in modo sano e si è dedicato alla produzione di alimenti derivati da questa attività; chi si è ritrovato a progettare e sperimentare modelli educativi in natura e chi ha fatto dell’accoglienza sostenibile la propria missione…

Insomma: di pionieri coraggiosi ce ne sono! Le loro porte sono aperte, la loro disponibilità a mostrare e raccontarsi è unica. Un tour di visite presso queste realtà può rivelarsi estremamente utile per chiarire dei dubbi, per prendere decisioni, per rendersi conto che è davvero possibile diventare il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo.

Oltre alla meravigliosa proposta messa a punto dalla Fattoria dell’Autosufficienza e legata alla comunità diffusa dei Custodi della Terra, con Arianna è possibile andare a visitare quelle realtà virtuose della zona che più ti interessano, incontrare chi le ha fondate e chi ci lavora, trascorrere qualche ora in loro compagnia.

Qualche esempio? Naturalmente i Custodi della Terra più vicini (come Remedia di Satanassi & Bosch e il Biopificio di Massimo Corbara), ma anche l’agriturismo Il Pagliaio, l’azienda vitivinicola Santa Lucia, il Parco Indiano “Il Salice” e/o altre persone che non hanno creato vere e proprie aziende ma vivono in campagna o in  piccoli ecovillaggi, si dedicano all’arte, all’artigianato, all’orticoltura, alla raccolta di erbe e funghi, alla ricerca del tartufo ecc.

Lucilla Satanassi e Hubert Bosch, fondatori di Remedia Erbe
Villaggio indiani “Il Salice Willow”

I LUOGHI SACRI IN NATURA E NEI PAESI

C’è un Cammino che racchiude come in uno scrigno magico i territori della Valle del Savio: il Cammino di San Vicinio, il santo taumaturgo ed evangelizzatore vissuto a Sarsina nel IV secolo, che richiama ancora oggi migliaia di pellegrini desiderosi di ricevere la benedizione con la sua famosa “catena”, oggetto di culto legato al Santo e da sempre utilizzato anche durante gli esorcismi.

I luoghi sacri che costellano il Cammino si trovano sia al centro delle piccole comunità della zona (basiliche, chiese, cattedrali) che nei boschi e nelle campagne circostanti: antiche suggestive pievi, mistedie e oratori dimenticati, monasteri ed eremi isolati sulle montagne, circondati da colonne di Abeti e Faggi.

Se anche non è la devozione a muoverti, l’incontro con la sacralità di questi luoghi è un balsamo per l’anima.

Qualche esempio? Ovviamente la Basilica Cattedrale di Sarsina e quella di Santa Maria Assunta di Bagno di Romagna; ma anche il Santuario della Madonna di Corzano, la Badia di San Salvatore o la Pieve di Montesorbo. Per non parlare dell’Eremo di Sant’Alberico o dell’Eremo di Camaldoli, oppure di quelle numerose chiesette sparpagliate tra i colli, diroccate e sconsacrate, come quella del monte di Careste, che hanno assunto negli anni uno speciale fascino…

San Vicinio

LA STORIA E LE STORIE

Pochi ne sanno davvero qualcosa, ma per la sua posizione geografica e per la ricchezza del suo territorio l’alta Valle del Savio è stata interessata nei secoli dalla Storia, quella con la S maiuscola: battaglie di conquista, costruzione di infrastrutture, commerci e scambi hanno interessato i centri abitati di questo luogo di passaggio nell’entroterra.

Di monumenti pregiati ve ne sono, testimonianze che il tempo ha risparmiato e che lasciano a bocca aperta il visitatore: puoi vederli a Sarsina, la patria di Tito Maccio Plauto, con la millenaria Cattedrale e il Museo Archeologico ricco di reperti di epoca romana, o a Bagno di Romagna, già famoso in antichità per le sue Terme; ma anche a Mercato Saraceno dove è visibile l’antica Pieve di Montesorbo, e giù fino a Cesena…

Non basta un giorno per vedere tutto, ma può essere interessante farsi guidare in una passeggiata storico-archeologica e lasciare che il racconto della Storia si intrecci a quello delle “storie” di vita più recenti… Chiedi alla guida e alle persone del posto che incontrerai  lungo la strada!

Museo nazionale archeologico di Sarsina

LE VIE D’ACQUA

Se il Savio è il grande saggio che accompagna con il suo canto il cammino di tutti gli abitanti della Valle fino alla foce (poco più a sud di Ravenna), merita veramente salire verso il Monte Fumaiolo e fermarsi poco prima, nel versante occidentale, per raggiungere a piedi la sua sorgente e bere l’acqua fredda che anche d’estate scaturisce dal ventre della Montagna.

Si dice che il nome “Fumaiolo” abbia a che fare con “fiume”: ricco di fiumi, ricco di acque. E in effetti la zona è ricca di sorgenti: proprio sotto la vetta del Fumaiolo nasce il Tevere, fiume illustre e “sacro ai destini di Roma”, e alla base del versante sud si trovano le sorgenti del Senatello. Pochi chilometri in quella direzione e si può raggiungere la sorgente del fiume Marecchia, che sfocia a Rimini.

Le vie d’acqua sono state le prime e più importanti vie di comunicazione per l’uomo, e disegnano la geografia di un territorio determinando il sorgere o il morire di centri abitati. Senza acqua non c’è vita.

Può rivelarsi così particolarmente suggestivo, soprattutto in estate, risalire per alcuni tratti il corso del Savio o dei suoi affluenti (come il torrente Para), riposare lo sguardo sugli specchi d’acqua dei laghi Pontini e Lungo, ammirare la grandiosità della diga di Ridracoli o inoltrarsi nel sentiero via via più selvaggio che contorna in modo irregolare il bacino del lago di Quarto, dove numerose specie di anfibi, pesci, mammiferi e uccelli acquatici popolano l’ampio canneto o le aree di foresta allagate.


I CAMMINI TRA BORGHI E BOSCHI D’APPENNINO

Oltre al Cammino di San Vicinio e ad altri Cammini che sfiorano l’Alta Valle del Savio (Via Romea Germanica e il Cammino di San Francesco da Rimini alla Verna), il territorio offre tantissime possibilità di dedicarsi al trekking negli ambienti più svariati: dai crinali di collina alle pendici montuose, dal letto dei fiumi e dei torrenti alle foreste di alta quota, attraversando piccoli paesi e borghi quasi del tutto abbandonati.

Nell’arco di pochi chilometri gli scenari variano moltissimo e i dislivelli possono essere anche impegnativi. I sentieri di montagna (soprattutto nel vicino Parco delle Foreste Casentinesi) sono ben segnalati e mantenuti vivi dalla frequentazione costante di camminatori assidui, ma è sempre bene muoversi in compagnia di una guida ambientale escursionistica per individuare il percorso migliore e godersi appieno l’esperienza di incontro con il territorio… camminando!

I sentieri del Monte Fumaiolo

LA CUCINA DELLA TRADIZIONE

Non bastano poche righe per parlare della cucina tradizionale romagnola e in particolare di quella dell’alta Valle del Savio: dalla pasta fatta in casa alla piadina e ai crescioni ripieni di zucca e patate, dagli arrosti ai formaggi freschi e stagionati, dai contorni con erbe di campo ai dolci tipici, come la pagnotta pasquale di Sarsina o il castagnaccio.

Ormai tanti artisti della cucina utilizzano solo prodotti biologici e freschi, spesso di autoproduzione, e adattano le ricette alle esigenze alimentari moderne, ma mantenendo il gusto della tradizione.

Per non parlare dei vini! La zona di Mercato Saraceno è ricca di cantine e si può facilmente gustare un buon sangiovese biologico o un’albana delle migliori. Insomma: nel nostro   tour non può mancare almeno una tappa eno-gastronomica!

Tortelli alla lastra

L’ARTE E L’ARTIGIANATO

Arte come sublime capacità espressiva dell’uomo, magari in relazione all’ambiente che lo circonda, può essere anche un monumento, un mulino, un murales, una piazza. E non per forza una mostra di quadri o fotografie o sculture, anche se pure queste opere ci parlano dell’aspirazione umana a creare, ad esprimere, a lasciare un segno. Ben vengano eventi artistici se durante la vostra permanenza in Valle ce ne saranno (sarà premura della guida informarvi, se lo desiderate!), ma vedrete che ogni tour saprà avvicinarvi in qualche modo, a volte sorprendente e misterioso, all’arte diffusa in questo territorio, soprattutto fuori dai centri abitati…

C’è ancora chi tramanda antichi mestieri artigianali (come il calzolaio o il cestaio), chi dipinge scene di vita silvestre e fatata, chi modella l’argilla per farne oggetti d’uso quotidiano, chi lavora la pelle e chi sperimenta tinture vegetali o si è specializzato nella produzione cosmetica completamente artigianale.

Il tempo che si occupa a fare le cose con le proprie mani, che siano opere d’arte o d’artigianato, è un tempo ricco di doni e colmo d’amore. Non è così facile incontrare chi vi si dedica: spesso si tratta di persone semplici, estranee al mondo virtuale o ai classici canali di comunicazione. Ma sono loro i veri custodi di quei saperi che sono e resteranno vitali per il genere umano. Incontrarli è un privilegio raro!

 


Arianna Rigoni

Con lo sguardo sempre rivolto all’ampio orizzonte e le radici saldamente ancorate alla sua terra di Romagna, Arianna considera ogni incontro una vera e propria ricchezza.

E’ il suo carattere mercuriale a spingerla fin dall’adolescenza a studiare le lingue straniere e a viaggiare in Europa (in particolare in Germania), immergendosi nelle culture “altre” con naturalezza e agio. Nel 2005 si laurea alla Scuola per Interpreti di Forlì con una tesi in letteratura russa. Non è tanto la lingua in sé ad appassionarla, quanto la possibilità di creare ponti, di intessere relazioni, di vedere la propria storia riflessa nelle altre storie e viceversa.

E’ con questo spirito che si muove in vari ambienti di lavoro (traduzioni, insegnamento, organizzazione eventi e accoglienza turistica nello UIT di Sarsina) e finalmente approda nel 2011 all’azienda erboristica Remedia, dove può mettere le sue competenze comunicative a servizio di un grande e virtuoso progetto. Qui infatti anche le piante parlano, e la relazione rispettosa e attenta con loro crea quella Bellezza che sa curare.

Ecco allora che si fa strada la voglia di accompagnare i visitatori all’incontro con i luoghi di Natura e con quelle persone che attraverso le loro opere ne testimoniano i messaggi di unità, armonia e benessere. Nel 2016 diventa Guida Turistica e nel 2021 Guida Ambientale Escursionistica. Con semplicità ed entusiasmo mostra i tesori della sua terra, ne racconta le storie più o meno antiche, lascia che il silenzio dei luoghi sacri parli ai cuori e che l’incontro accada, diventando esperienza condivisa.